| Infortunio mortale a Gardaland - Assolto l'amministratore delegato |
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| Parchi Divertimento - Gardaland |
| Scritto da D@ny |
| Sabato 21 Maggio 2011 00:12 |
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A quasi tre anni dall'incidente che portò alla morte di Alessandro Fasoli, l'amministratore delegato Aldo Maria Vigevani è stato assolto dall'accusa di omicidio colposo.
«Certo che sono soddisfatto, finalmente posso tirare un sospiro di sollievo». Non ha voluto mancare, a palazzo di giustizia, all’appuntamento con l’ultima, decisiva udienza del processo di primo grado che lo vedeva chiamato a difendersi dall’accusa di omicidio colposo. Un dramma che, malauguratamente, aveva avuto come scenario poco meno di tre anni fa proprio il notissimo parco divertimenti, quello di Gardaland, di cui riveste la carica di amministratore delegato. Nel pomeriggio di giovedì, il giudice monocratico Giuditta Silvestrini ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di Aldo Maria Vigevani «perché il fatto non costituisce reato». Soltanto a luglio, però, si conoscerà nei dettagli la motivazione a supporto del verdetto scandito in aula dal magistrato. Un epilogo giudiziario, quello sancito all’ex Mastino, giunto a conclusione di una lunga udienza che, fin dalla mattinata, ha visto l’accesa contrapposizione a suon di argomentazioni tra accusa e difesa in merito alle presunte responsabilità dell’unica persona al banco degli imputati per la morte anzitempo di Alessandro Fasoli, vittima il 29 luglio 2008 di un drammatico incidente al suo primo giorno di lavoro estivo nel parco di Gardaland. Il ragazzo morì sul colpo travolto dalla monorotaia e, nella convinzione della presunta colpevolezza dell’amministratore delegato del park divertimenti, ieri il pubblico ministero Federica Ormanni, a coronamento della propria requisitoria in aula, aveva sollecitato la condanna a quattro anni di reclusione in virtù dell’accusa di omicidio colposo. Tutt’altra tesi, ovviamente, quella sostenuta invece nel corso di una puntuale e dettagliata arringa dall’avvocato difensore Luigi Sancassani che, al termine del proprio intervento, aveva al contrario sollecitato per il proprio assistito un verdetto di assoluta non colpevolezza. E assoluzione, alla fine, è effettivamente stata: al giudice Silvestrini, per arrivare alla pronuncia del verdetto di assoluzione, è bastato poco meno di un’ora e mezza. Una sentenza in base alla quale, di conseguenza, il giudizio di primo grado si è concluso con la mancata corresponsione di un risarcimento alle parti civili costituite nel procedimento, alcuni familiari del povero Alessandro. «Faggia» (come lo avevano soprannominato gli amici nella «sua» Castelnuovo), quel famigerato giorno stava prestando servizio alla «Monorotaia», il trenino panoramico sopraelevato che attraversa un angolo del parco, vicino alla «Valle dei Re». Improvvisamente, mezz’ora prima di mezzogiorno, il ragazzo era rimasto stritolato da un vagone in transito che doveva fermarsi nella stazione d’arrivo dopo aver fatto scendere i visitatori. Nessun testimone diretto della sciagura e, quando i vigili del fuoco riuscirono a liberare dal trenino il suo corpo, purtroppo, Alessandro non respirava più. Un ragazzo maturo e responsabile, «Faggia», che si era trovato quell’occupazione stagionale per non gravare su un bilancio familiare già messo a dura prova dalla recente scomparsa del padre. Per un odioso destino, invece, quella famigerata mattina del 29 luglio 2008 morì sul colpo travolto dalla monorotaia. Ad appena diciotto anni. Articolo pubblicato da corrieredelveneto.corriere.it Gardaland Park
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