| Gardaland e quel timore di salire sulle montagne russe della Borsa |
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| Parchi Divertimento - Gardaland |
| Scritto da D@ny |
| Mercoledì 17 Febbraio 2010 14:35 |
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Rinviato lo sbarco sul listino di Londra. E' La terza volta in quindici anni.
Un interessante ed eloquente articolo comparso sul Corriere della Sera di oggi ci porta dei meandri della vita finanziaria di Gardaland.
A causa dell’alta volatilità dei mercati, la settimana scorsa Merlin Entertainment, secondo gruppo mondiale dell’intrattenimento per famiglie, che oltre all’italiana Gardaland ha in portafoglio attrazioni come Madame Tussaud, Legoland, Alton Towers, Sea Life, ha rinviato lo sbarco sul listino londinese. Se non proprio accantonato, visto che la Ipo (Initial public offering) è “tra le opzioni possibili”, ha affermato in una nota ufficiale il gruppo controllato dal fondo di private equity americano Blackstone e partecipato con il 20% da Dubai International capital, uno dei fondi sovrani di Dubai. Non è la prima volta che la quotazione di Gardaland resta sull’ottovolante. Nata nel 1975 come una cittadella dei giochi sulle rive del lago di Garda, a Castelnuovo, in provincia di Verona, con un centinaio di piccoli azionisti e appena cinque attrazioni, nel corso degli anni il parco è cresciuto a dismisura, passando spesso di mano e nutrendo ambizioni e appetiti diversi. Negli anni ’90, l’ingresso di Ubs Italia nel capitale della società veronese, con una quota del 31% (il 27% acquisito della famiglia Zaninelli e il 4% dai Biondani per circa 25 miliardi di allora complessivi) aveva come obiettivo proprio lo sbarco sul mercato. Il sogno: fare di Gardaland una piccola Disneyland, aperta tutto l’anno, con attrazioni sempre più innovative ed emozionanti. Della quotazione non se ne fece nulla. E il cash-flow continuò a finanziare gli investimenti. Di Piazza Affari si è riparlato nel 1997, quando Giancarlo Casoli, allora amministratore delegato della società che gestiva il parco di Mirabilandia, è diventato azionista di Gardaland con il 25% del capitale, con le restanti quote in mano al gruppo tedesco Phantasialand di Bruhl, della famiglia Loffelhardt. Annunci di quotazione. Ma Gardaland ha fermato ancora una volta la giostra di voci, continuando però a far crescere il numero delle attrazioni (19 nel ’97). E l’indebitamento. L’ultimo passaggio chiave risale al 2006, quando il fondo di private equità americano Blackstone rileva il parco italiano da Tph. E Gardaland finisce nella scuderia dei marchi Merlin Entertainment. Oggi la società è guidata da Aldo Maria Vigevani, le attrazioni sono oltre 40, c’è un resort (Gardaland Hotel Resort) e i piani per un secondo hotel sono già avviati. Ma anche l’indebitamento è esploso (405 milioni nel 2008), una zavorra che per gli altri oneri finanziari ha mandato in rosso l’esercizio, chiuso con una perdita di 24,6 milioni. La quotazione alla city di Londra sarebbe servita anche a riequilibrare la struttura patrimoniale. Ma per ora è ferma. E non perché il parco divertimenti non piaccia più. Anzi. La speciale combinazione di avventura, sogno ed emozioni forti in un mondo di fantasia, che quest’anno compie 35 anni, continua ad attrarre grandi e piccini, a dispetto dell’incertezza dei tempi. O, forse, proprio per quello. Nel 2009 il numero di visitatori di Gardaland è stato solo leggermente inferiore alla stagione passata, perché le famiglie, perché le famiglie di sono rifiutate di rinunciare a un giorno di divertimento tutti insieme. Ma probabilmente questa non è una ragione abbastanza valida per convincere gli investitori a scommettere sul titolo Merlin. Se ne potrebbe riparlare quando in Borsa si fermeranno le montagne russe. Un articolo di Giuliana Ferraino, Corriere della Sera. Gardaland Park
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